Un autentico Generale gentiluomo

Se penso all'amico subitaneamente perduto, ma anche all'interlocutore sempre disponibile e
attendibile, e soprattutto al soldato esemplare per impegno e senso del dovere, non trovo una
definizione più calzante per Roberto Fisch di ufficiale gentiluomo. Credo in effetti che questa
definizione riassuma meglio di tante altre la personalità e lo stile di quest'uomo di grande
valore, tanto affabile e cordiale quanto rigoroso sul piano professionale. Capace di portare le
due stelle di divisionario con l'equilibrio e la serena disinvoltura di chi -sicuro del fatto suo,
della propria preparazione e della propria esperienza, ma senza ombra di sufficienza o di arroganza
autoritaria -non aveva mai bisogno di anteporre il grado alla persona. Al contrario, il
gentiluomo era sempre il primo con il quale si stabiliva il contatto. Questo lo rendeva
prezioso: per i camerati che hanno servito con lui e ai suoi ordini; per coloro -e sono molti -a
cui ha dato la sua sincera e sempre aperta amicizia; per la Svizzera italiana, che meglio non
poteva essere rappresentata ai vertici dell'esercito, particolarmente in un momento di grandi
cambiamenti come quelli che lo hanno visto in prima linea, spesso protagonista, in questi
anni. Ufficiale di milizia divenuto professionista, dimostrava di considerarsi innanzitutto
cittadino, ancorato ad un profondo, convinto e sostanziale rispetto per i valori fondamentali
della nostra democrazia. Sempre pronto a confrontarsi con tutti gli interlocutori, anche i più
critici, senza mai perdere il rispetto delle altrui idee, anche se lontane dalle sue. E senza perdere
il sorriso, nel segno di un modo d'essere e di rapportarsi agli altri che anteponeva a tutto
il valore umano. Tutto questo faceva di lui un signore e un autentico Generale. Un Generale
gentiluomo. Che ci mancherà moltissimo.

GIANCARLO DILLENA
Copyright © 27/08/2012 Corriere del Ticino
Div. Roberto Fisch
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